Riabilitazione per l’incontinenza urinaria a Udine
Perdere urina non è qualcosa a cui devi semplicemente abituarti.
Può succedere quando tossisci, starnutisci o fai attività fisica. Oppure quando senti uno stimolo improvviso e non riesci a raggiungere il bagno in tempo.
Magari hai iniziato a usare un assorbente “per sicurezza”, a bere meno quando sei fuori casa o a chiederti dove si trovi il bagno più vicino ogni volta che esci.
Se ti riconosci in una di queste situazioni, vorrei dirti una cosa importante: le perdite di urina sono frequenti, ma non per questo devono essere considerate normali o inevitabili.
In molti casi la riabilitazione del pavimento pelvico può aiutare a comprendere da dove nasce il problema e a costruire un percorso personalizzato per ridurre i sintomi e permetterti di tornare a vivere la tua quotidianità con maggiore serenità.
Potresti riconoscerti se…
- perdi qualche goccia di urina quando tossisci, starnutisci, ridi, corri o sollevi un peso;
- senti uno stimolo improvviso e difficile da controllare;
- vai in bagno molto spesso durante la giornata;
- ti svegli una o più volte durante la notte per urinare;
- utilizzi un assorbente “per sicurezza”;
- hai iniziato a modificare alcune attività per il timore di avere una perdita o di non trovare un bagno.
Anche quando le perdite sono occasionali o sembrano “di poca importanza”, meritano attenzione. Intervenire precocemente può evitare che il problema diventi sempre più limitante nel tempo.
Perché succede?
L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina. Non è una patologia in sé, ma un sintomo, e può avere cause molto diverse.
Le forme più frequenti sono:
- Incontinenza urinaria da sforzo, quando le perdite compaiono durante un colpo di tosse, uno starnuto, una corsa o uno sforzo;
- Incontinenza urinaria da urgenza, caratterizzata da uno stimolo molto intenso e improvviso che è difficile rimandare;
- Incontinenza urinaria mista, quando sono presenti caratteristiche di entrambe.
Capire quale forma di incontinenza è presente è fondamentale, perché il percorso terapeutico cambia in base alle cause che hanno portato alla comparsa dei sintomi.
Perché può comparire?
Non esiste un’unica causa.
Spesso entrano in gioco più fattori contemporaneamente, tra cui:
- gravidanza e parto;
- menopausa;
- interventi chirurgici pelvici, come la prostatectomia;
- modificazioni della funzione del pavimento pelvico;
- alcune patologie neurologiche, come sclerosi multipla, morbo di Parkinson o gli esiti di un ictus;
- stipsi cronica;
- tosse cronica;
- sovrappeso;
- alcune abitudini urinarie o comportamentali che, nel tempo, possono contribuire al mantenimento dei sintomi.
Proprio perché ogni persona ha una storia diversa, la valutazione iniziale è il punto di partenza di ogni percorso. Solo comprendendo come funziona il tuo pavimento pelvico e quali fattori stanno contribuendo ai sintomi è possibile scegliere il trattamento più adatto alle tue esigenze.
Come può aiutarti la riabilitazione del pavimento pelvico?
Il primo obiettivo non è “fare esercizi”, ma capire perché stai avendo quelle perdite.
Dopo la valutazione costruiremo insieme un percorso terapeutico personalizzato, tenendo conto dei sintomi, delle tue abitudini, degli obiettivi che desideri raggiungere e di ciò che emergerà durante la visita.
Il percorso può comprendere:
- esercizi specifici per il pavimento pelvico;
- esercizio terapeutico globale;
- educazione alle corrette abitudini urinarie;
- strategie per gestire l’urgenza urinaria;
- lavoro sulla respirazione e sulla gestione delle pressioni addominali;
- terapia manuale, quando indicata;
- esercizi e indicazioni da proseguire nella vita quotidiana.
È importante sapere che le perdite di urina non dipendono sempre da un pavimento pelvico “debole”.
In alcune persone questa muscolatura può essere eccessivamente attiva o può non riuscire a coordinarsi correttamente con il resto del corpo. In altre situazioni il problema riguarda soprattutto il modo in cui il pavimento pelvico lavora durante gli sforzi quotidiani.
Per questo motivo il trattamento non consiste semplicemente nel “rinforzare” i muscoli, ma nell’aiutare il pavimento pelvico a funzionare nel modo più efficace possibile in relazione alle attività svolte durante la vita quotidiana.
Come si svolge il percorso?
Ogni percorso inizia con una prima visita, durante la quale ci prenderemo il tempo per capire cosa sta succedendo e quali sono gli obiettivi che desideri raggiungere.
La prima parte della visita è dedicata all’ascolto. Ti chiederò di raccontarmi la tua storia, quando sono comparsi i sintomi, in quali situazioni si presentano e quanto stanno influenzando la tua quotidianità.
Parleremo anche delle tue abitudini urinarie, dello stile di vita, di eventuali gravidanze, interventi chirurgici o altre condizioni che possono aiutarci a comprendere meglio il quadro.
Successivamente passeremo alla valutazione fisioterapica, che comprende sempre l’osservazione del modo in cui il tuo corpo si muove e la valutazione del pavimento pelvico e delle strutture che lavorano insieme ad esso.
Quando è clinicamente indicato, la valutazione può comprendere anche un esame interno (intravaginale o endoanale). Ti spiegherò sempre perché lo propongo, quali informazioni ci può fornire e verrà eseguito solo con il tuo consenso. Potrai fare domande, prenderti tutto il tempo necessario oppure scegliere di non eseguirlo.
Al termine della visita ti spiegherò ciò che è emerso dalla valutazione e costruiremo insieme il percorso terapeutico.
Anche la frequenza delle sedute non è uguale per tutti: dipende dai sintomi, dagli obiettivi che ci poniamo e da ciò che è sostenibile per la tua vita quotidiana. L’obiettivo è costruire un percorso efficace, ma anche realistico e compatibile con le tue esigenze.
Domande frequenti
Le perdite di urina sono normali dopo il parto?
Le perdite di urina sono frequenti, soprattutto nelle prime settimane o mesi dopo il parto, ma questo non significa che debbano essere considerate “normali” o che siano destinate a rimanere.
Una valutazione fisioterapica permette di capire quali fattori stanno contribuendo ai sintomi e quale percorso può essere più indicato nel tuo caso.
Se perdo solo poche gocce, vale comunque la pena fare una visita?
Sì.
Molte persone aspettano mesi o anni prima di chiedere aiuto perché le perdite sembrano “sopportabili”. In realtà anche pochi episodi possono iniziare, quasi senza accorgersene, a modificare le abitudini quotidiane.
Se hai iniziato a evitare alcune attività, a usare un assorbente “per sicurezza” o a organizzare le tue uscite in funzione dei bagni, probabilmente il problema sta già avendo un impatto sulla tua vita.
Gli esercizi di Kegel bastano?
No.
Gli esercizi di Kegel possono rappresentare uno degli strumenti utilizzati durante il percorso fisioterapico, ma da soli non sono sufficienti.
Il nostro obiettivo non è semplicemente allenare il pavimento pelvico, ma aiutarlo a funzionare nel modo più efficace possibile durante le attività della vita quotidiana.
Per questo motivo, dopo la valutazione, il percorso può comprendere anche esercizio terapeutico, lavoro sulla respirazione, sulla gestione delle pressioni addominali, sulle abitudini urinarie e su tutti quei movimenti che fanno parte della tua giornata, come camminare, sollevare un peso, correre, tossire o praticare attività fisica.
L’obiettivo è ricostruire una buona funzionalità del pavimento pelvico all’interno del corpo nel suo insieme, perché è proprio così che viene utilizzato nella vita di tutti i giorni.
Dopo quanto tempo si possono vedere i risultati?
Non esiste una risposta uguale per tutti.
I tempi dipendono da diversi fattori, tra cui il tipo di incontinenza, da quanto tempo sono presenti i sintomi, le condizioni generali di salute e la costanza con cui vengono svolte le indicazioni concordate durante il percorso.
Durante la prima visita parleremo anche di questo: definiremo insieme obiettivi realistici e cercherò di darti un’idea il più possibile chiara delle tempistiche che possiamo aspettarci.
Non devi affrontare tutto questo da solə
Le perdite di urina possono sembrare un problema “piccolo”, ma spesso finiscono per influenzare molti aspetti della vita quotidiana: l’attività fisica, il lavoro, i viaggi, le uscite con gli amici o anche il semplice sentirsi tranquilli nel proprio corpo.
Chiedere aiuto non significa che il problema sia grave. Significa scegliere di capire perché sta succedendo e cosa puoi fare per affrontarlo.
Se pensi che la riabilitazione pelvi-perineale possa esserti utile, sarò felice di ascoltare la tua storia e capire insieme quale percorso può essere il più adatto alle tue esigenze.
O compila il form qui sotto: ti risponderò al più presto!
Michela Romano
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